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Pazienti

Il fumo come fattore di rischio per la salute parodontale.

Dal 1950 ad oggi sono comparsi nell’ambito della letteratura internazionale una serie di lavori scientifici che hanno chiaramente identificato il fumo come fattore di rischio per la malattia parodontale. Nel 1999, l’American Academy of Periodontology ha espresso chiaramente la sua posizione evidenziando come l’uso di sia in grado di influire sulla prevalenza e la progressione delle diverse forme di malattie parodontali.

Sono state infatti osservate maggiori profondità di sondaggio, di perdita di attacco e di osso di supporto in soggetti fumatori rispetto ai non fumatori con associato un profilo microbiologico che nei soggetti fumatori era caratterizzato prevalentemente da forme parodontopatogene rispetto ai non fumatori.

Inoltre la risposta a varie modalità di terapie parodontali era influenzata negativamente dalla presenza del fumo di sigaretta. Anche gli impianti dentali osteointegrati sono più colpiti da malattie peri-implanatari se associati a fumo di sigaretta. Sulla base dei dati fin qui esaminati, il professionista del settore dentale (odontoiatra e igienista dentale) non può non sentirsi impegnato in prima persona nello stimolare il paziente fumatore nel collaborare con esso affinché questi si astenga da tale pericolosa abitudine.

Tale impegno può essere facilitato illustrando al paziente i gravi effetti negativi che tale fattore è in grado di manifestare, nonché i benefici derivanti dall’abbandono di tale abitudine. Attività di counselling devono quindi essere riconosciute come strumento a propria disposizione e facenti parte del proprio armamentario terapeutico al fine di migliorare o assicurare la buona riuscita dei propri trattamenti.

Metodi per la cessazione dell’abitudine al fumo 

Vari trattamenti sono stati proposti per indurre la cessazione da fumo di sigaretta e numerose metanalisi sulle varie metodiche sono state pubblicate in merito. Tuttavia, un ruolo fondamentale è svolto dall’operatore sanitario (Medico, Odontoiatra, Igienista Dentale, Infermiera, ecc.) nell’incentivare tale processo di interruzione all’abitudine al fumo.

Negli USA e nel Regno Unito, circa il 70% dei pazienti fumatori incontrano mediamente ogni anno il proprio medico curante nell’intento di voler smettere di fumare e circa il 45% compie il tentativo di interrompere, ma solo il 5% riesce a raggiungere l’obiettivo prefissato.

Sebbene gran parte dei fumatori decidano e smettano di fumare di propria iniziativa (solo il 2-5% smette di fumare indotto da consigli medici), questo indica comunque l’enorme potenziale che tali operatori posseggono nel proporre e sostenere una specifica campagna contro il fumo. In particolare, gli Odontoiatri e gli Igienisti Dentali sono posti in una condizione particolarmente favorevole per promuovere interventi di counselling per la cessazione del fumo, considerando il fatto che circa il 60% degli italiani dichiara di aver frequentato uno studio odontoiatrico durante l’arco di un anno.
Nel 2005 sono stati pubblicati dei dati che dimostrano una considerevole efficacia degli interventi di counselling promossa dal team odontoiatrico. Al di là di quanto deve e può fare l’operatore sanitario generico, ricordiamo che per superare i momenti di maggiore difficoltà vissuti dal paziente fumatore cronico intenzionato ad interrompere tale abitudine esistono centri specializzati per la lotta contro il fumo. 

Si tratta di una rete di strutture che si sta ampliando notevolmente anche in Italia e costituita da ambulatori situati presso aziende ospedaliere, unità sanitarie locali o presso le sedi della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori: qui è possibile trovare un aiuto valido e competente per intraprendere con tutto il sostegno necessario la propria personale battaglia contro la sigaretta.

Oltre agli approcci psicologici o di counselling esistono differenti strategie terapeutiche su base farmacologica. Infatti la farmacoterapia per la dipendenza da nicotina può aumentare la quota di cessazione di circa 2-3 volte. Tuttavia è bene ricordare come questa debba essere prescritta con estrema oculatezza, avendo particolare considerazione dei fumatori affetti da specifiche patologie sistemiche, donne in gravidanza o in allattamento, adolescenti, nonché soggetti che fumano meno di 10 sigarette al giorno.

fonte: www.progettostilidivita.it

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